Dentista Parodontite Catania

Dentista Parodontite Catania

Paradontite

Tipicamente, la parodontite è diagnosticata per la prima volta quando un paziente ha > 35 anni di età. L'eziologia della parodontite è simile a quella della gengivite (v. oltre) ma nella parodontite la presenza di microrganismi specifici nella placca può essere più importante della carica totale presente nella placca stessa. Un difetto dell'occlusione che determina un eccessivo carico funzionale sui denti può contribuire a peggiorare la malattia. Le malattie sistemiche che predispongono i pazienti alla parodontite comprendono il diabete mellito (soprattutto il tipo I), la sindrome di Down, la sindrome di Papillon- Lefèvre, il morbo di Crohn, la neutropenia, l'agranulocitosi, la sindrome del leucocita pigro, l'ipogammaglobulinemia, la sindrome di Chédiak-Higashi, l'ipofosfatasia e l'acrodinia.

 

Sintomi e segni

La parodontite di solito inizia come gengivite. È caratteristico osservare molto tartaro depositato sotto il margine gengivale. Le gengive perdono progressivamente il loro attacco ai denti e la perdita di osso procede mano mano che le tasche parodontali diventano più profonde. La distruzione del tessuto osseo di supporto è il primo segno radiologico della malattia. Con la perdita progressiva di osso, i denti possono diventare mobili e le gengive recedere. Nelle fasi successive è frequente il fenomeno della migrazione dei denti. Il dolore è in genere assente, a meno che non ci siano infezioni secondarie acute (p. es., la formazione di ascessi in una o più tasche parodontali). La ritenzione di cibo nelle tasche può determinare fastidio e dolore in corrispondenza dei pasti.

 

Terapia

Per tutte le forme di parodontite, la prima fase del trattamento consiste nelle istruzioni di igiene orale, nell'ablazione del tartaro e nella levigatura radicolare molto accurate per rimuovere i depositi di tartaro e nella rivalutazione dopo 3 mesi. Per la parodontite dovuta all'HIV, il trattamento include anche irrigazione intrasulculare con povidone, uso regolare di collutori contenenti clorexidina e antibiotici per via sistemica; il metronidazolo alla dose di 250 mg tid (di solito per 14 giorni) è il farmaco di prima scelta. Per la parodontite giovanile localizzata, il trattamento richiede sempre la chirurgia parodontale e la somministrazione degli antibiotici (p. es., 250 mg di tetraciclina qid o 250 mg di metronidazolo tid per 14 giorni).

Se le tasche non sono più profonde di 3-4 mm dopo il trattamento iniziale, non è necessario alcun ulteriore trattamento. Se le tasche continuano a essere più profonde, si può provare a somministrare gli antibiotici per via sistemica per debellare la flora presumibilmente patogena. Uno schema terapeutico frequente è 250 mg di tetraciclina qid per 10 giorni. Alcune tetracicline, inibendo le collagenasi, diminuiscono il riassorbimento dell'osso e si concentrano anche nel solco gengivale. Inoltre, fili sintetici che contengono tetracicline possono essere posizionati nelle tasche refrattarie per 7-10 giorni. Un altro approccio è eliminare chirurgicamente la tasca e rimodellare l'osso in modo tale che il paziente possa pulire bene tutto il solco. Si possono tentare tecniche biologiche e di chirurgia rigenerativa per stimolare la crescita dell'osso alveolare. Possono rendersi necessari lo splintaggio (immobilizzazione) dei denti mobili e il molaggio selettivo delle superfici dei denti per eliminare un'occlusione traumatica. Nella malattia avanzata, sono spesso inevitabili le estrazioni degli elementi dentari. Se presenti, si devono tenere sotto controllo i fattori sistemici prima di iniziare la terapia parodontale.

 

 

 

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